C’è un meraviglioso cesto di frutta su un tavolo: banane perfette, ciliegie splendenti e quelle belle mele lucide e croccanti. “Quasi quasi dò un bel morso…”. Ah, no, sono riproduzioni in vetro.

Bene, la delusione provata in quel momento può essere vendicata. Perché in Molise potrebbe capitare di trovarvi davanti a una “mela gelata“, un frutto bello, lucido e scintillante come una riproduzione in vetro, con la sola differenza che quella sì, si può mangiare.20151030_151459-01

La “mela gelata”, detta anche “oleata”, “diacciata” o “cera”, è un prodotto tipico del territorio molisano, unico nel suo genere, noto per la sua caratteristica polpa vitrea. E il sapore non tradisce le aspettative. È ottima se consumata fresca, quando si può sentire a pieno la fragranza e la croccantezza dei frutti appena raccolti, garantite anche dalla caratteristica “vitrescenza” della polpa.

La conservazione della “mela gelata” in ambiente naturale si presenta piuttosto difficile perché i frutti si deteriorano molto facilmente. In frigorifero, invece, la freschezza si mantiene a lungo, ma può essere smarrito il caratteristico aroma di vaniglia.

La mela contiene molta acqua, poche proteine (0,2%) e pochi grassi (0,3%), fibre e zuccheri (11%) e ha una produzione molto limitata, naturale, che si sviluppa in territori collinari. Difficilmente trova impiego nella gastronomia o nella pasticceria.

Insomma, si sgranocchia fresca, specchiandosi ad ogni morso in quella affascinante vitrescenza.

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