Si chiama Marco e si definisce “chef volatile”. Per due motivi: perché ha gironzolato tra Canada, Germania e Svizzera prima di tornare in Molise e perché, una volta rientrato a casa, ha scelto la via della cucina di strada. Dove? A bordo di un’apecar, manco a dirlo.

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Insieme a Michela, la sua spalla, hanno base a Gambatesa (CB) e poi scorrazzano con la loro “Cantinella Vagabonda” in giro per la Regione a far assaggiare i loro prodotti, accuratamente studiati per i palati più esigenti. Solo cose molisane, che prendono da piccoli produttori locali e rielaborano, creando prelibati panini e succulente focacce. Pecorini, caciocavalli, ventricina, salami, salsicce, tartufo, mortadella di cinghiale, polpette, pampanella, baccalà fritto sono solo alcuni degli ingredienti e dei prodotti che utilizzano.

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Partecipano a street food festival, organizzano aperitivi, a volte anche rinfreschi per matrimoni, tutto all’insegna del made in Molise. Perché street food in Molise? Perché in italiano si chiama cucina di strada e sul territorio è nata molto tempo fa, quando nelle case si tornava solo a dormire e i pasti si consumavano in giro. Eccolo, il ponte tra passato e presente, su cui viaggia spedita la “Cantinella vagabonda”.

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